Baveno, graziosa località turistica sulle splendide sponde del Lago Maggiore, e la vicina Mergozzo, piccolo borgo incastonato tra le prime montagne ossolane che si specchia nell’affascinante bacino del suo omonimo Lago, rappresentano la destinazione ideale per un viaggio che unisce natura, cultura e tradizioni.
In questo territorio, la pietra non è semplice materia geologica, ma pura identità locale e memoria collettiva. L’area è infatti rinomata a livello internazionale per i suoi eccezionali bacini estrattivi, da cui provengono il celebre Granito Rosa di Baveno, il Granito Bianco di Montorfano e il prezioso Marmo Rosa di Candoglia, la pietra storica con cui è stato edificato il Duomo di Milano.
Per celebrare questo immenso patrimonio, torna nel 2026 la rassegna “La pietra racconta“, un grande evento diffuso giunto alla decima edizione e promossa dall’Ecomuseo del Granito insieme al Mu.Me. di Mergozzo e al GranUM di Baveno. Quest’anno il calendario degli eventi si sviluppa da metà aprile fino all’autunno e si accende con i colori caldi del fuoco, articolandosi su due temi principali. Da un lato, “Fuoco alle polveri” valorizza la storia dell’estrazione del granito, delle grandi mine e dei polverifici locali attraverso mostre, affascinanti conferenze sull’acqua e itinerari guidati. Dall’altro, “Archeologia e Mito” propone un’inedita esposizione d’arte che dialoga con gli antichi reperti del territorio, accompagnata da incontri culturali di approfondimento.
A completare l’offerta turistica, un ricco programma di concerti, spettacoli e presentazioni pensati per coinvolgere ogni fascia di pubblico tra le sponde del lago e le storiche cave.
Se ami le vacanze attive e le escursioni, il territorio offre anche itinerari unici, tra cui la possibilità di ripercorrere la storica “via del marmo rosa” con trekking guidati che partono dalla frazione di Albo di Mergozzo fino ad arrivare all’esclusiva Cava Madre di Candoglia.
Un altro cammino imperdibile è il “Sentiero dei Picasass” a Oltrefiume di Baveno. Il percorso escursionistico, che rappresenta un’estensione a cielo aperto del Museo GranUM, prende il nome dal termine dialettale con cui venivano chiamati i cavatori. Il tracciato ospita una suggestiva installazione paesaggistica con blocchi in lavorazione e foto storiche, per poi biforcarsi: da un lato conduce all’omonima e adrenalinica via ferrata, dall’altro sale verso la vetta del Monte Camoscio, collegandosi ai panoramici sentieri del Mottarone.
Ad arricchire la visita ci sono i poli museali interattivi del territorio, perfetti per tutte le età, come il Mu.Ma.G. (Museo del Marmo Rosa e del Granito), situato ad Albo di Mergozzo che, con il suo prezioso allestimento, progettato dal Parco Nazionale della Val Grande con l’apporto documentale del Gruppo Archeologico locale e la speciale concessione di reperti dalla Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano, ripercorre il lungo viaggio del marmo e del granito verso Milano e il mondo.
Lasciati conquistare da una destinazione unica, dove la millenaria storia della pietra si specchia in paesaggi mozzafiato.
Programma completo della rassegna disponibile qui.
Foto di copertina: Monumento allo Scalpellino Lungolago Baveno_CCIAA Monte Rosa Laghi Alto Piemonte